In uscita il primo numero di “Interventi Educativi”

Gentili Lettrici, Gentili Lettori,

È in uscita la nuova rivista digitale “Interventi Educativi”, che si inaugurerà con un primo numero dedicato a un discorso sulla famiglia, che si dipanerà anche in alcune uscite prossime. La rivista si propone di diventare un luogo di scrittura, e quindi di riflessione, confronto e scambio meditati sugli interventi di educazione e cura  nei confronti di soggetti fragili e delicati o perché appena venuti al mondo e in crescita o perché in situazioni di difficoltà, disagio, perdite di capacità e competenze, infine dolore e morte.
In quanto spazio di scrittura su interventi educativi e di cura è elettivamente luogo di raccolta di contributi di chi quotidianamente è impegnato nei servizi educativi, scolastici, sociali e sanitari: di chi abita  e vive questi servizi accanto, con e per i soggetti a cui questi sono destinati.   
Pertanto la rivista si propone di essere uno spazio di scrittura per dare parola a chi fa esperienza diretta sul campo, a chi apre e gestisce e lavora direttamente con persone che hanno necessità di interventi educativi e cura; quindi per operatori diversamente collocati che pure, negli anni, hanno sviluppato saperi sia operativi, sia metodologici,  sia teorici. Operatori che hanno steso progetti, redatto documentazioni e progetti di lavoro che restano spesso confinati nei cassetti o in luoghi ristretti che non sempre danno ragione del lavoro di anni. 
In questa prospettiva la rivista raccoglierà contributi  relativi ad interventi di educazione e cura in servizi che coprono tutto il ciclo di vita, perché credo che vada costruito un luogo di deposito di riflessione sulle esperienze  che sottolinei  la trasversalità fra le  professioni e le pratiche di cura: sia per il fatto che ci sono strettissime assonanze e correlazioni fra i diversi ambiti di educazione e cura, sia perché i percorsi professionali si faranno differenziati nel tempo chiedendo agli operatori una capacità di reinvenzione professionale costruttiva.
Da ultimo, ma non per ultimo,  sarà anche un luogo dove troveranno stabilmente spazio contributi di giovani che hanno appena concluso gli studi o che hanno appena cominciato a lavorare affinché si possa dare parola a chi avvia una carriera che sicuramente non sarà né semplice né lineare o facile; se imparare a scrivere  è avventura lunga e impegnativa per tutti, lo è tanto più per chi, cominciando  a lavorare, ha pure bisogno di riflettere e restituire quello che apprende e costruisce.

Saluti cordiali e buon lavoro a tutti,

Francesco Caggio